
Il sacerdote Giuseppe Benassi nasce il 25 aprile 1899 a Camaiore da Giacomo e di Serafina Giunta.
Fece i suoi studi nel Seminario Arcivescovile di Lucca e negli anni della Grande Guerra dovette partecipare come soldato al conflitto.
Fu ordinato sacerdote il 22 settembre 1922 dall’ Arcivescovo Arturo Marchi e nel 1923 fu mandato come parroco a Piegaio nel comune di Pescaglia ove rimase fino all’8 febbraio 1929; nello stesso anno fu trasferito alla parrocchia di S. Maria a Colle fino al 25 Giugno 1931, quando morì in circostanze non ben definite dopo quattro giorni di agonia.
Si sospetta che Il 21 Giugno 1931, mentre Don Giuseppe Benassi si stava recando alla parrocchia di suo fratello Don Enrico Benassi a Valpromaro, camminando per “Via delle Gavine”, fu aggredito da una squadra fascista e percosso duramente con sacchi di rena.
Alcuni, in seguito, hanno sostenuto che fu portato alla Casa del Fascio di Lucca ma non ci sono prove di questo fatto.
Don Benassi, dopo l’aggressione, tornò a casa e si allettò dove spirò senza fare alcuna denuncia o fare nomi dei suoi aggressori.
Il sacerdote era inviso al regime fascista in quanto non poteva permettere che un parroco potesse emergesse nell’educazione dei giovani soprattutto dopo la soppressione dell’ Azione Cattolica il 29 Maggio 1931 (Don Benassi fu fondatore dell’Azione Cattolica di Santa Maria a Colle appena si insediò come parroco).
Il funerale di Don Giuseppe Benassi vide la straordinaria partecipazione di tutta la popolazione di Santa Maria a Colle, degli abitanti dei paesi vicini e anche dell’ Arcivescovo Antonio Torrini.
Il 25 Giugno 1941 venne ristampata una immaginetta-ricordo del parroco a cura del prof. Gaetano Pellegrinetti che ricordava Don Benassi così: “Voce di tutto un popolo: è morto un santo”.
Il fondo contiene il necrologio completo a cura della tipografia Artigianelli (Lucca, 1931)








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