Bardia, piccola città costiera della Cirenaica orientale, occupò durante il dominio coloniale italiano una posizione strategica di primaria importanza.
Situata a pochi chilometri dal confine con l’Egitto britannico, essa rappresentava non soltanto un presidio militare, ma anche uno dei simboli della presenza italiana nel Nord Africa negli anni del fascismo.
La storia italiana della Libia era iniziata nel 1911 con la guerra italo-turca contro l’Impero Ottomano.
Tuttavia, il controllo effettivo del territorio rimase precario per molti anni, soprattutto in Cirenaica, dove la resistenza senussita oppose una dura guerriglia all’occupazione italiana.
Solo nei primi anni Trenta, con le campagne militari guidate da Pietro Badoglio e Rodolfo Graziani e con la repressione culminata nella cattura e nell’esecuzione di Omar al-Mukhtar nel 1931, il regime fascista riuscì a imporre un dominio stabile sulla regione.
Nel 1934 le colonie della Tripolitania e della Cirenaica furono unificate nella nuova entità amministrativa della “Libia italiana”, affidata al governatore generale Italo Balbo.
Fu un passaggio importante: la Libia non doveva più apparire come una semplice colonia militare, ma come parte integrante dell’espansione nazionale italiana, la cosiddetta “quarta sponda”.
In questo quadro Bardia assunse un ruolo essenziale per la sua posizione geografica, essendo un avamposto di confine verso l’Egitto controllato dagli inglesi.
Nel 1935 la cittadina era ancora relativamente piccola, ma il suo porto naturale e le sorgenti d’acqua della zona le conferivano una notevole importanza logistica.
Gli italiani investirono nella costruzione di infrastrutture militari e stradali, integrando Bardia nel sistema di collegamenti della Cirenaica. La politica di Balbo puntava infatti a modernizzare il territorio con nuove strade costiere, edifici amministrativi, caserme e opere pubbliche.
In questi anni la presenza italiana aumentò anche attraverso funzionari, tecnici, militari e coloni agricoli trasferiti dalla penisola.
L’anno 1935 fu inoltre cruciale perché coincise con i preparativi per la guerra d’Etiopia.
La Libia italiana divenne una grande base logistica e militare del regime fascista, impegnato nella costruzione dell’Impero. Anche dalla Cirenaica partirono uomini e mezzi destinati al fronte dell’Africa Orientale.
In Libia furono organizzate unità coloniali composte da soldati locali guidati da ufficiali italiani, come la Divisione “Libia”, costituita proprio nel 1935 per la campagna etiopica.

Il fondo contiene scatti, molti dei quali scattati il 20 dicembre del 1935, di soldati e civili italiani sia a Bardia che sui navi piroscafi in navigazione verso il porto di Bardia; il golfo, le mura e e gli strapiombi del porto di Bardia; tende e cammelli al pascolo beduine; accampamenti militari italiani e scorci di edifici e monumenti nei pressi del porto di Bardia.

Gabriele Vietina.


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