
Le foto mostrano la Solenne Processione del Corpus Domini a Nocchi nel Comune di Camaiore nel secondo dopo guerra.
Tra la fine degli anni Quaranta e tutto il decennio successivo le processioni del Corpus Domini tornarono a occupare un posto centrale nella vita religiosa e sociale delle comunità.
Dopo gli anni drammatici del conflitto, quelle celebrazioni assunsero un significato che andava oltre il semplice rito liturgico: rappresentavano il desiderio di pace, la ricostruzione morale del Paese e il bisogno collettivo di ritrovare coesione e speranza.
La festa del Corpus Domini, istituita dalla Chiesa cattolica nel XIII secolo per celebrare la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, aveva nella processione il suo momento culminante.
Nelle città come nei piccoli borghi, il sacerdote portava il Santissimo Sacramento entro un ostensorio dorato, protetto dal baldacchino e accompagnato dal clero, dalle confraternite e dai cittadini.
Negli anni immediatamente successivi alla guerra, la preparazione della processione coinvolgeva intere famiglie.
Le donne stendevano alle finestre lenzuola ricamate, drappi di seta e coperte decorate; gli uomini provvedevano agli addobbi lungo il percorso; i bambini raccoglievano petali e fiori destinati a essere sparsi davanti al passaggio del Santissimo.
In molti paesi si costruivano piccoli altarini lungo le vie, ornati con candele, immagini sacre e vasi di fiori, presso i quali il corteo sostava per la benedizione eucaristica.
I bambini che avevano ricevuto da poco la Prima Comunione indossavano gli abiti bianchi della cerimonia; le confraternite sfilavano con i tradizionali mantelli e le insegne processionali; le bande musicali accompagnavano il corteo con marce solenni e inni religiosi.
Anche le autorità civili prendevano parte alla celebrazione, segno di una società nella quale la dimensione religiosa era ancora profondamente intrecciata alla vita pubblica.
Il fondo mostra la Processione del Corpus Domini con il baldacchino, i laternoni e i confratelli.
Il Sacerdote che tiene il Santissimo Sacramento era l’allora Priore di Camaiore Don Cesare Marcucci.
La partenza della processione partica dalla Chiesa di San Pietro, discendere dal piazzale della chiesa per passare davanti a Villa Graziani (precedentemente e attualmente chiamata Villa Montecatini).
Villa Montecatini, spesso definita “la villa dei tedeschi” dalla popolazione locale e vicina, fu sede della compagnia 16a SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”, comandata dal Gruppenführer Max Simon, responsabile dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.
Il frantoio della villa era adibita a sala delle torture.
Gabriele Vietina.






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