
Nel marzo del 1923, a pochi mesi dalla Marcia su Roma e dalla formazione del primo governo fascista, Benito Mussolini tornò a Milano, la città che aveva rappresentato il principale laboratorio politico della sua ascesa.
Milano non era soltanto uno dei maggiori centri economici del Paese: era anche il luogo in cui il fascismo aveva mosso i suoi primi passi, con la fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento in Piazza San Sepolcro il 23 marzo 1919.
L’atmosfera che accolse Mussolini fu caratterizzata da manifestazioni pubbliche, incontri con autorità civili e militari e celebrazioni organizzate dalle strutture locali del Partito Nazionale Fascista.
La visita coincise inoltre con il quarto anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento, celebrato il 23 marzo.
Tale ricorrenza era particolarmente importante per la propaganda fascista, che stava costruendo una narrazione eroica delle proprie origini.
Durante le giornate milanesi, Mussolini insistette sui temi che caratterizzavano la sua azione politica in quel periodo: il rafforzamento dell’autorità dello Stato, il superamento dei conflitti sociali attraverso la collaborazione tra capitale e lavoro e il rilancio economico del Paese.
Sebbene il regime totalitario non fosse ancora compiutamente instaurato, nel 1923 erano già visibili i primi elementi di quella spettacolarizzazione della politica che sarebbe diventata una caratteristica distintiva del fascismo.
Il fondo mostra le visite del Duce alla Casa del Soldato, alla caserma dei Carabinieri e al centro Polisportivo.
Gabriele Vietina.






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