L’interesse italiano per la regione del Mar Rosso si sviluppò negli anni successivi all’unità nazionale. In un contesto europeo caratterizzato dalla cosiddetta “corsa all’Africa”, anche il Regno d’Italia cercò di affermarsi come potenza coloniale.
Il primo passo concreto avvenne nel 1869, quando la compagnia di navigazione Rubattino acquistò il porto di Assab. Inizialmente si trattava di un’iniziativa privata, ma ben presto lo Stato italiano ne assunse il controllo diretto.
L’espansione proseguì con l’occupazione di Massaua nel 1885, approfittando del ritiro delle forze egiziane dalla regione.
Questi primi insediamenti costituirono il nucleo attorno al quale si sviluppò la futura colonia eritrea, formalmente istituita nel 1890.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni Venti, l’Eritrea fu governata da amministrazioni di stampo liberale, che cercarono di coniugare il controllo coloniale con una relativa stabilità sociale. Rispetto ad altre colonie italiane, l’Eritrea fu spesso considerata una “colonia modello”, soprattutto per la sua organizzazione amministrativa e per l’assenza di conflitti su larga scala dopo il 1896.
Le autorità coloniali adottarono una politica di governo indiretto in alcune aree, mantenendo in vita strutture di potere locali e collaborando con capi tradizionali. Allo stesso tempo, fu introdotto un sistema giuridico duale, che separava nettamente cittadini italiani e sudditi eritrei.
La capitale Asmara iniziò a svilupparsi come centro amministrativo e militare, anche se la sua trasformazione urbanistica più significativa avvenne negli anni successivi.
Alla vigilia degli anni Venti, la colonia eritrea appariva relativamente stabile e integrata nel sistema coloniale italiano.
Questa fase liberale costituì il fondamento su cui il regime di Benito Mussolini avrebbe costruito una politica coloniale più aggressiva e ideologicamente connotata. Le pratiche amministrative, le infrastrutture e le dinamiche sociali sviluppate prima del fascismo non furono abbandonate, ma piuttosto intensificate e radicalizzate nel decennio successivo.

Le foto del fondo, in particolare, sono state alcune prima del 1917 perché mostrano il viaggio del Regio Corpo Truppe Coloniali attraverso il canale di Suez verso i porti eritrei tramite il piroscafo Genova (fu affondato il 27 luglio 1917 nella baia di Paraggi (zona di Portofino).
Altre foto sono state scattate nel Natale 1921.
Sono presenti foto anche di soldati italiani insieme alla popolazione locale eritrea e la foto di un edicola votiva con la figura della Madonna che tiene in braccio Gesù bambino.

Gabriele Vietina.


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