
Pieve di Camaiore, fotografia di un gruppo di famiglia con Sacerdote davanti a una abitazione di Via della Colombaia.
La data e i volti delle persone restano sconosciute.
Per quanto riguarda il Sacerdote, si presume possa trattarsi del Pievano del paese Don Onesto Gemignani predecessore di Don Umberto Piconcelli.
Don Onesto Gemignani figlio di fu Frediano e fu Cerù Marianna di Gombitelli, frazione del comune di Camaiore, dove era nato il 27 febbraio 1871.
Fu Parroco della Parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Stefano, per 37 anni ed era stato ordinato Sacerdote il 22 settembre 1894 come si ricava dal necrologio a stampa.
Il 18 febbraio 1905 fu nominato Pievano come si legge nell’atto di decesso, dopo aver esercitato il ruolo di Cappellano.
Fu anche Canonico Onorario dell’Insigne Collegiata di Camaiore.
Morì alla Pieve il 15 aprile 1942 a 71 anni.
Riportiamo ciò che il suo successore Don Umberto Piconcelli (1913-1981) scrive nell’atto di morte e che fu parroco della Pieve dal 1942 al 1979 come è scritto sulla sua tomba.
LIBRO DEI MORTI DELLA PIEVE DI CAMAIORE DEL 1942 ATTO N. 19
L’anno del Signore millenovecentoquarantadue (1942) il giorno quindici (15) del mese di aprile Sacerdote Don Onesto Gemignani figlio di fu Frediano e di fu Cerù Marianna di anni 71 ad ore 18 rese l’anima a Dio nella Comunione della Santa Madre Chiesa nella canonica di questa Parrocchia il suo cadavere fu seppellito nel cimitero di Pieve a Camaiore per sua espressa volontà volle essere sepolto nel luogo da lui scelto. Si confessò dal Sacerdote Don Guglielmo Lucchesi, Rettore di Pontemazzori il giorno 12 Aprile e ricevve subito il SS Viatico, l’Estrema Unzione e l’Assoluzione Papale il giorno 15 dal Sacerdote Francesco Beconi Cappellano Curato.
Il Sacerdote Don Onesto Gemignani fu ordinato Sacerdote nel 1894. Fu per alcuni anni Cappellano alla Cappella e alla S.S. Annunziata. Nel 1900 fu mandato Cappellano alla Pieve a Camaiore. Nel 1905 il 18 febbraio fu nominato Pievano di questa stessa Pieve.
Per oltre 40 anni fra Cappellano e Parroco ha lavorato indefessamente.
In mezzo al popolo della Pieve. Io sottoscritto che gli sono succeduto nel ministero parrocchiale non starò a stendere un elogio funebre intessuto di aggettivi che troppe volte, per l’eccessivo ottimismo rendono meno lucida la figura dell’estinto, ma soltanto dirò, con cosciente ammirazione, che in quasi un anno da che sono parroco in questo paese non ho trovato motivi di consistente lamento sia per la quantità sia per lo spirito del suo apostolato. Il suo nome sia di benedizione e quel senso di inappuntabile integrità sia lezione per quanti gli dovranno succedere.
Requiescat
Sac. Umberto Piconcelli
Gabriele Vietina




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