
Il fondo mostra militari italiani della Grande Guerra alle prese in diverse attività.
In alcuni scatti del 15 novembre del 1915 possiamo vedere attività di cura dei feriti in un ospedale militare oppure rilassarsi nei letti di una caserma.
Non mancano anche scatti che li riprendono mentre si rifocillano del rancio nella tipica gavetta.
E’ presente anche uno scatto di una premiazione di un soldato ferito in combattimento al fronte con la presenza di ufficiali, medici e infermieri.
Sono presenti anche una serie di foto scattate nelle retrovie del fronte e fatte dallo studio fotografico Pilade Cini nella succursale di Caserta, Corso Umberto N° 91 (la sede principale era a Napoli, Via Roma N° 329) nel settembre del 1915.
Altre foto in posa, scattate sempre nelle retrovie come a Cormons nel 1916 in questo caso, fatte dallo studio fotografico Luigi Milocco di Palmanova (situato in Borgo Aquileia 3/A).
Questo tipo di foto venivano mandate alle famiglie dei soldati a come una forma di rassicurazione rivolta ai propri cari.
Lungo il fronte italiano, soprattutto tra il 1915 e il 1917, le città del Friuli e del Veneto poste alle spalle della linea dell’Isonzo conobbero un eccezionale afflusso di soldati.
Udine, sede del Comando Supremo, Palmanova, Cervignano, Cormons, Treviso e numerosi altri centri ospitavano reparti in trasferimento, ospedali militari, depositi logistici e periodi di riposo per le truppe.
In questo contesto gli studi fotografici divennero una tappa quasi obbligata per molti militari.
Gabriele Vietina.






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