
Nella primavera del 1994 e per alcuni mesi, il Lago di Vagli, bacino artificiale situato nel cuore delle Alpi Apuane, venne progressivamente svuotato per consentire le periodiche operazioni di ispezione e manutenzione della diga idroelettrica.
Ciò che emerse dalle acque non fu soltanto un insieme di ruderi, ma un intero paese medievale: Fabbriche di Careggine, rimasto sommerso dal 1953
Lo svuotamento del 1994 rappresentò il quarto nella storia dell’invaso, dopo quelli del 1958, del 1974 e del 1983.
Per comprendere il significato storico di quello svuotamento è necessario tornare agli anni Quaranta del Novecento.
In un’Italia impegnata a ricostruire il proprio apparato produttivo, l’energia idroelettrica rappresentava una risorsa strategica.
Fu così che venne progettata la diga sul torrente Edron, destinata ad alimentare il sistema elettrico nazionale.
I lavori, iniziati durante il secondo conflitto mondiale e conclusi nel dopoguerra, portarono alla creazione del bacino artificiale di Vagli.
Nel 1953 le acque invasero definitivamente la valle, cancellando dalla geografia un piccolo centro abitato che vantava oltre sette secoli di storia.
Fabbriche di Careggine era sorto nel XIII secolo per iniziativa di alcuni fabbri provenienti dall’area bresciana, chiamati dai feudatari locali per sviluppare la lavorazione del ferro estratto nelle montagne circostanti.
Quando fu deciso di realizzare il bacino artificiale, gli abitanti dovettero abbandonare le loro case e trasferirsi nel vicino centro di Vagli di Sotto, lasciando che il paese venisse lentamente inghiottito dalle acque.
Il 30 aprile 1994 ebbe inizio il nuovo svuotamento del lago. L’abbassamento del livello dell’acqua avvenne gradualmente e per primo ricomparve il campanile della chiesa di San Teodoro, seguito dalle coperture delle abitazioni e, giorno dopo giorno, dall’intero tessuto urbano.
Le strade, il ponte in pietra, il cimitero e gli edifici medievali tornarono visibili dopo oltre quarant’anni di immersione.
Le murature in pietra avevano resistito sorprendentemente bene alla lunga permanenza sott’acqua; porte, finestre e archi conservavano ancora la loro forma originaria.
Fu proprio in quell’occasione che Fabbriche di Careggine divenne noto al grande pubblico come il “paese fantasma” della Garfagnana, definizione che ancora oggi accompagna ogni racconto dedicato al Lago di Vagli.
Conclusi gli interventi di manutenzione, il bacino venne lentamente riempito e, nel corso dell’estate, le acque tornarono a ricoprire il borgo. Da allora Fabbriche di Careggine è rimasto nascosto sul fondo del lago.
Gabriele Vietina.






Lascia un commento