
Il fondo mostra diverse foto di classi diverse.
Sopra abbiamo quella che sembra piccola rappresentazione patriottico-fascista fatta da alcuni Balilla e Giovani Italiane fatta nella Scuola Elementare Pietro Tabarrani a Camaiore (sul Viale Dietrofossi attuale Viale Guglielmo Oberdan Camaiore).
Infatti i bambini indossano uniformi scolastiche tipiche dell’epoca con camicia bianca e grandi fazzoletti scuri annodati al collo, che richiamano l’iconografia delle organizzazioni giovanili del regime come l’Opera Nazionale Balilla.
Al centro della composizione, sorretti dai bambini, spiccano i grandi ritratti incorniciati delle tre massime autorità dello Stato dell’epoca: Benito Mussolini in basso al centro, il re Vittorio Emanuele III a destra e la regina Elena di Montenegro a sinistra.
Dal 1926 divenne infatti obbligatorio esporre il ritratto del Duce nelle aule scolastiche accanto a quello del sovrano.
Nel piccolo quadro orizzontale posizionato in basso, esattamente a sinistra del ritratto di Benito Mussolini, sono raffigurati il principe Umberto II di Savoia e la consorte Maria José del Belgio.
I due si sposarono a Roma nel gennaio del 1930 e la loro immagine in coppia divenne subito parte dell’iconografia ufficiale della famiglia reale.
All’interno della propaganda e dell’organizzazione scolastica del Ventennio fascista, questo quadretto completava l’albero genealogico della monarchia regnante, celebrando i futuri eredi al trono d’Italia accanto ai sovrani.
Infine, al centro, su un piccolo podio, una bambina è travestita da Italia turrita, la personificazione allegorica della nazione.
Indossa una corona che richiama le mura cittadine (turrita), una veste bianca e regge uno scudo e una lancia.

La foto qua sopra invece mostra una foto di un gruppo scolastico della Scuola Elementare Dante Alighieri a Massa databile tra il 1922 e il 1930.
Una classe estremamente numerosa costituita da 50 alunni, tutti maschi, col Maestro.
Nonostante fossimo già in epoca fascista possiamo osservare come gli alunni sia vestiti con abiti normali al posto della divisa dei Balilla, che includeva la camicia nera, il fazzoletto azzurro e i pantaloni grigioverde.
L’iscrizione ai gruppi giovanili era obbligatoria e la divisa ne era un simbolo di appartenenza.

La foto finale qua sopra invece mostra una giovane Balilla, appartenente all’Opera Nazionale Balilla (O.N.B.), l’organizzazione fascista istituita nel 1926 per l’educazione fisica e morale della gioventù.
L’immagine, in abito di uniforme e ripresa in posa solenne davanti all’obiettivo.
La ragazza indossa una camicia chiara con cravatta scura, gonna e distintivi dell’organizzazione. La postura composta e lo sguardo rivolto direttamente alla macchina fotografica sottolineano il carattere ufficiale del ritratto.
Gabriele Vietina.




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